lunedì 19 giugno 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Non vogliamo entrare nei giudizi su don Lorenzo e su don Primo che, in questi giorni, hanno contrapposto almeno due opinioni diverse: la visita che farà domani il Papa alle tombe di questi due illustri sacerdoti italiani è una vera "riabilitazione", una "richiesta di perdono", oppure questa visita invece non deve "riabilitare" nulla "perché è l'omaggio a due presbiteri impegnati in prima linea in tempi difficili". Non sappiamo quanto interesse e consistenza può avere questo dibattitto e soprattutto a cosa possa servire.
Sappiamo solo una cosa che si evince dalla lettura delle buone biografie di don Milani e di don Mazzolari nonché da alcune importanti testimonianze: anche a loro, come spesso è accaduto a tantissimi splendidi veri figli della Chiesa, essa ha riservato un trattamento ingiusto, offensivo e umiliante. Questi due sacerdoti sono stati oggetto di incomprensioni, calunnie, ingiustizie e vere persecuzioni, da parte dei loro superiori o confratelli e anche da parte di autorità vaticane dell’epoca. Per moltissimi anni, e ovviamente anche dopo la loro morte, sono stati accusati e processati, "scartati".
Naturalmente Papa Francesco conosce benissimo la vita e l'opera di don Lorenzo e di don Primo e proprio perché conosce a fondo queste vicende, senza polemiche né parole altisonanti, con umiltà  discrezione, domani si recherà a pregare sulle tombe di questi due suoi confratelli. Il suo sarà una viaggio e una visita penitenziale di gran rilevanza e significato. Farà bene la comunità ecclesiale tutta ad accompagnare Papa Francesco con questo spirito e con questa consapevolezza.
Ieri domenica Papa Francesco ha chiuso il suo saluto dopo la recita dell'Angelus con queste semplici parole: "E martedì prossimo mi recherò in pellegrinaggio a Bozzolo e Barbiana, per rendere omaggio a Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani, i due sacerdoti che ci offrono un messaggio di cui oggi abbiamo tanto bisogno. Anche in questo caso ringrazio quanti, specialmente sacerdoti, mi accompagneranno con la loro preghiera."